Inizia oggi una nuova rubrica Domande&Risposte, uno spazio in cui rispondere alle vostre domande sul mondo dei Freelance e Web Design.

Spesso rispondendo in privato si perde la condivisione, quindi perchè non rispondere pubblicamente ad alcune domande cosi da informare anche altre persone interessate?

Cercherò di rispondere il meglio possibile, ma ricordo che queste e altre domande verranno poi trattate nell’ebook che sto realizzando.

Iniziamo con il primo turno di Domande&Risposte!

1. Spec-work?

Luca: Un web designer freelance può accettare lo spec-work? E nel caso si dovesse trovare in questa condizione come affrontare al meglio la situazione con il cliente?

Lo spec-work non è altro che “fare dei lavori non essendo pagati“, come ad esempio wireframe o bozze grafiche gratuite durante il preventivo, contest grafici e tutte le altre forme di lavoro che inviamo senza essere pagati.

Io sono dell’idea che sta a noi scegliere, ovvero durante la prima fase di preventivo progetto è molto raro allegare una bozza homepage o logo non essendo stati pagati. Ricordiamo che alcuni, spesso web agency, si fanno pagare anche il semplice preventivo in quanto è sempre del tempo perso e usato per l’analisi della fattibilità e usabilità.

Io di solito quando creo un preventivo non allego mai prove grafiche, ma aggiungo nel totale anche le ore che perdo a scrivere e completare l’analisi per un preventivo corretto.

Quindi direi che lo spec-work a volte conviene e a volte no.

Conviene ad esempio in alcuni contest grafici, soprattutto all’inizio della nostra carriera. Pensate a un contest Logo per un grande marchio come Coca-Cola, non ci provate??? Male che vada non vinci ma nel tuo portfolio potrai inserire la tua prova grafica e dire che hai partecipato a un contest prestigioso. Se vinci ottieni popolarità assicurata.

2. Gestire i Clienti

Matte: Un’altra cosa molto interessante è sicuramente il rapporto con i clienti, chi è alle prime armi, ma anche chi non lo è, potrebbe trovare molto utili certi consigli da parte di gente più esperta.

Ho scritto un articolo per questo argomento, riassumendolo dobbiamo sempre cercare di capire cosa vuole effettivamente il cliente, non è facile lo so, ma dalle sue esigenze dobbiamo comprendere cosa si può fare e cosa non si può fare.

Gli aspetti più importanti che ti invito a non sottovalutare sono ascoltare il cliente, le sue esigenze e obbiettivi, non dare mai nulla per scontato e pianificare e organizzare le tue procedure di lavoro.

3. Aspetti Fiscali

Rob: Mi piacerebbe che venisse affrontato anche l’aspetto “fiscale” dell’essere freelancer. Dal come farsi pagare i primi lavori (ricevuta prestazione occasionale) a come e quando aprire la partita iva, le agevolazioni, i regimi fiscali, ecc… ecc…

In questo momento non ti posso rispondere completamente alla tua domanda, perché ci sarebbero tante cose da dire che cercherò di inserire nell’e-book.

All’inizio quando sei in fase di transito lavoro dipendente e lavoro autonomo hai la possibilità di usare la ritenuta d’acconto, ovvero una formula contrattuale con la quale tu puoi iniziare a farti pagare.

La ritenuta d’acconto è un semplice foglio A4 in stile fattura in cui vi saranno le voci dei prezzi, IVA e totale netto da pagare.

Ti  allego una copia modello da usare per questo periodo di transizione lavoro in cui troverai i campi da completare.

Ci sono dei pro e contro, il pro è che puoi iniziare a farti pagare da qualche privato e azienda, il contro è che non devi superare 5000€ in un anno e che non è molto professionale agli occhi di molte aziende.

Quindi possiamo usare la ritenuta d’acconto in questo momento di transito ma poi dovremo decidere di aprire P.IVA o meno.

Attualmente la P.IVA che ti consiglio è quella che ho fatto anche io, ovvero a regime dei minimi, non sei soggetto agli studi di settore, il primo anno puoi anche non fatturare con soglia limite dei ricavi a 30.000 €.

Questa tipologia di P.IVA a differenza di quella standard è molto vantaggiosa per chi inizia, starà poi a te capire se va bene per il tuo parco clienti o meno.

4. Se partissimo da zero?

dobrio: E se partissimo da zero con qualche lavoretto ad amici, come facciamo a farci conoscere, soprattutto in questo periodo di crisi dove l’investimento è molto basso??

Partire da zero non è mai facile, dopo aver realizzato qualche lavoro di amici e qualche progetto personale da inserire nel nostro portfolio possiamo iniziare a cercare di farci conoscere.

Farci conoscere non è proprio cosi difficile, possiamo partecipare a contest grafici, creare templates o grafiche a pagamento, leggere richieste su alcuni forum di lavori, iniziare ad aprire un blog e farci conoscere dagli altri blogger designers.

5. Come gestire i Tempi Morti

Matteo: Come gestire economicamente, soprattutto i primi tempi, i periodi in cui non si dispone di nessun lavoro su cui lavorare.

I tempi morti sono dei tempi da sfruttare a pieno, sono proprio questi momenti che ci permettono di aggiornarci sulle nuove tendenze in ambito design e di creare progetti personali.

E’ molto importante gestire questo tempo per creare qualcosa di nostro da poter far vedere a potenziali clienti e per arricchire il nostro portfolio.

Dobbiamo sapere che non avremo sempre i clienti dietro alla porta, e potremmo avere anche dei periodi morti, di standby, quindi è molto importante creare degli appoggi, sia per non bloccare la nostra creatività che per un fattore economico.

Una delle stretegie che ti consiglio, oltre a monetizzare con un blog, è quella di creare e gestire dei propri progetti personali, ovvero degli esperimenti che ci permettano di allenarci nel nostro lavoro.

6. Come dobbiamo comunicare?

Victor: Come deve essere il nostro sito, intendo quello dove risiedono tutti i nostri lavori o progetti fatti, il nostro portfolio, quello che mettiamo sul bigliettino da visita. E’ meglio che sia un blog? Una pagina di qualche social network?

L’ideale sarebbe creare un sito web + blog. Mi spiego meglio, mettiamo il caso di creare un brand ItalyDesign.

In primis costruirei un sito web ItalyDesign in cui inserire chi siamo, dove siamo, cosa facciamo, come lo facciamo, perché lo facciamo, il nostro team e il portfolio.

In seguito per avere contenuti sempre nuovi e fare vedere che siamo sempre aggiornati potrebbe starci un bel blog integrato nel sito web, anche con un richiamo abbastanza in evidenza come un box news.

Nel blog potremmo gestire sia comunicazioni interne come pubblicizzare un nostro prodotto e sia aggiornamenti vari di ispirazione o lavori nostri.

7. Il cliente ha sempre ragione?

Bene: Come rispondere alle richieste (orrende) dei clienti che magari vogliono una di quelle gif animate che andavano di moda nel ’98 con l’indice che indica e con scritto enter, come si assecondano certe richieste “stilsitiche” alquanto discutibili di clienti che si improvvisano art?

Mettiamoci in testa che il cliente non ha sempre ragione! Non siamo in un centro abbigliamenti, e non ci stanno chiedendo una marca di scarpe + il numero. Il cliente chiede un esigenza con alcune linee guide al limite, starà alla nostra professionalità far capire cosa funziona e cosa non funziona.

Il cliente viene da noi perché siamo NOI i Web Designer, potrà sempre consigliare qualcosa ma noi dobbiamo cercare di far capire se l’idea è buona o meno.

Uno dei fattori da evitare è dare troppa libertà al cliente quando quest’ultimo è il primo a non avere le idee chiare.

In questo modo il cliente diventerà il nostro “Capo Desginer” e saremo legati alle sue richieste in ogni singolo momento, sarà molto difficile raggiungere l’obbiettivo con diverse cambi di idee.

Dobbiamo cercare di arrivare a dei compromessi, il cliente vuole il tasto stile ’98 con la scritta enter? Ok noi lo facciamo e poi gli inviamo anche la nostra idea grafica in stile moderno indicando gli aspetti vincenti.

8. Il primo appuntamento con Cliente

Nicola: Uno degli aspetti più interessanti da approfondire è proprio il momento iniziale del rapporto, come svolgere il primo colloquio, che informazioni raccogliere, come comportarsi e quali strategie usare per convincerlo che “noi siamo la persona giusta”!

Io di solito ai primi appuntamenti, che siano privati o aziende, prima di tutto vado a cercare sito web istituzionale e materiale che mi faccia capire di cosa si occupano.

E’ sempre meglio arrivare 10 minuti prima cosi da far capire che siamo super puntali ed efficienti.

Io sono dell’idea che il primo appuntamento è quello più incisivo, e quindi dobbiamo mostrarci professionisti in ogni cosa, anche nell’abbigliamento. Io di solito per appuntamenti importanti mi metto scarpe eleganti, jeans o pantaloni e camicia.

La puntualità, conoscere con chi stiamo andando a parlare e l’abbigliamento ci daranno 3 punti in più per la nostra reputazione e professionalità.

Portiamoci sempre il pc o notebook per eventuale visione lavori o altro..

Una volta dal cliente ci basterà presentarci e farci dire di cosa ha bisogno, le sue esigenze, cosa deve rappresentare sul web ecc. ecc.

Questi piccoli accorgimenti riusciranno a darci la marcia in più rispetto ad altri e a creare una buona reputazione.

9. Quanto costo?

Gianfr@Design: una cosa che a me interesserebbe in modo particolare sarebbe venire a conoscenza di un’unità di misura per valutare il proprio lavoro in base al tempo dedicato al progetto e poterlo quantificare in denaro.

Di solito parlando di tempo noi designer possiamo avere una quota che dipende dalla professionalità, scadenza lavoro e qualità.

Un professionista in media si può far pagare dai 30€ ai 50€ ad ora, le variabili sono molte come scrivevo prima, qualità, scadenza, sede, professionalità e urgenza.

Se ti hanno confermato un preventivo devi stabilire a priori con il cliente se il prezzo sarà ad ore o a progetto.

Io di solito per progetti più lunghi di un mese, stipulo un prezzo a progetto, invece se ad esempio devi recarti in sede dal cliente è gia diverso e puoi pensare di stipularlo ad ore.

10. I Prezzi sono uguali per tutti?

Lez: ma il prezzo che si può chiedere ‘varia’ rispetto a che cosa? a quale base?

Come scrivevo prima, il prezzo di un progetto che sia ad ore o stipulato a priori può variare per diversi fattori, come la qualità del lavoro, scelta del web desginer, scadenza del progetto e urgenza dei lavori.

Non è facile, ma facendosi le ossa nel tempo con progetti, bozze, contest, dovremo capire quale sia il nostro prezzo effettivo senza cadere nell’errore di svenderci.

Non esistono listini prezzi definiti a monte, ma dei costi minimi che ognuno di noi sceglie, ai quali al di sotto non possiamo scendere.

Ad esempio per la grafica di un blog gestito in wordpress io non potrò mai proporre un preventivo di 500€ + IVA in quanto le ore e lo sviluppo che vi è dietro la creazione di un template e configurazione WordPress è superiore.

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Autore:

Web Designer Freelance di Torino che ama la grafica e sperimentare tecniche di creatività sul web. Grazie all'esperienza maturata nel campo del web design potrai scoprire i servizi disponibili, oppure guardare i suoi ultimi lavori.