Klout è un servizio web che permette di stabilire l’influenza di un utente nella rete grazie alle interazioni che genera e all’uso dei Social Media.

Una volta iscritti è possibile collegare i propri account sociali e ricevere subito un punteggio di partenza, e poi grazie alle interazioni e voti ricevuti dai propri follower aumentare il proprio score.

All’estero Klout viene spesso usato per il recruitment, ovvero per selezione del personale a seconda dei punteggi in determinate aree tematiche.

Ho letto molti articoli contro Klout e alla sua inutilità, ma facciamo un passo indietro e scopriamo insieme se effettivamente non serve proprio a nulla.

Facciamo una Premessa

Uno dei grandi problemi è che il servizio, in automatico, assegna un punteggio (score) registrando la quantità e non la qualità delle interzioni.

Capirete che questo difetto può generare diversi problemi a livello di Personal Branding, in quanto non vi è una effettiva qualità delle interazioni.

Tornando indietro nel tempo per farvi un esempio pratico, è come quando si posizionavano i siti web scrivendo 100 mila volte una parola chiave, se nel mio sito web viene trovata la parola PATATA 100 mila volte vuol dire che sto parlando molto di questo argomento, e sarò in prima posizione.

Assurdo vero? Prima accadeva proprio in questo modo, e dopo anni di trucchetti come parole scritte bianco su sfondo bianco si è capito che la “Regina” non era tanto la quantità ma la qualità delle informazioni. Per fortuna.

Come il buon Michele ci segnala in una recente case-study negativa di Groupalia, possiamo vedere come Klout abbia aumentato il proprio punteggio ottenendo diverse interazioni sui social media.

Le interazioni in questioni ovviamente erano tutte negative, scaturite da una promozione molto discutibile durante il terremoto in Emilia.

Per Klout queste interazioni valevano tutte uguali +K1 e quindi Groupalia Italia per un periodo è saltato da uno score di +K45 a +K56.

Questo ci deve infatti far capire che il punteggio che Klout assegna non sempre è dettato da interazioni “buone” ma può essere anche tutto il contrario.

Klout sta cambiando!

Devi sapere che Klout sta lavorando ad un’altra interfacci e logiche, speriamo anche algoritmo.

La nuova versione è disponibile all’indirizzo http://preview.klout.com (ora attiva), versione nella quale possiamo provare le nuove caratteristiche rilasciate che monitorano al nostra “influenza”.

Una delle cose che ci balza all’occhio e come Klout si è trasformato dalla prima versione in una seconda versione mirata in modo maggiore sui contenuti sociali.

Infatti possiamo vedere nelle statistiche i contenuti che vanno a incidere in modo maggiore alla nostra “influenza”.

L’algoritmo non sembra essere cambiato purtroppo, ma speriamo che a breve verrà modificato in qualche modo dando rilievo alla qualità e non più quantità.

Ok ma cosa ci faccio con Klout?

Klout è un servizio che alla sua base offre la possibilità di analizzare le nostre performance sui social media.

L‘algoritmo può essere discutibile sicuramente, ma ad oggi può essere un utile servizio per monitorare e capire a colpo d’occhio l’uso dei Social Media che si sta svolgendo personalmente o di un Brand.

Klout, soprattuto nella nuova versione, permette in modo maggiore di individuare i contenuti sociali che hanno permesso di aumentare il proprio punteggio.

Inoltre Klout offre una vasta raccolta dati di contatti da conoscere, ingaggiare in campagne ADV o semplicemente da aggiungere al proprio network.

Il punteggio abbiamo capito che è da prendere con le pinze, ma ad ogni caso, con un’analisi post-score può essere interessante avere una lista consigliata di influenti o semplicemente personaggi di rilievo in determinate categorie e argomenti.

Personalmente non credo che Klout sia inutile al 100%, alcune attività di monitoraggio e analisi dirette o indirette non sono da sottovalutare.

Molto probabilmente con il tempo il servizio verrà migliorato insieme al suo algoritmo, offrendo maggiore validità a score e analisi da effettuare.

E Tu cosa ne pensi di Klout?

Fammelo sapere nei commenti oppure offrimi un +K.

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Autore: Giuliano Ambrosio

Creative Strategist e Designer Freelance di Torino, fonda il blog JuliusDesign nel 2007, attualmente collabora con diverse agenzie su tutta Italia con le quali ha avuto modo di lavorare per diversi big brand.