Come possiamo riconoscere un potenziale cliente da una potenziale perdita di tempo e di denaro?
Gestire potenziali clienti è una operazione per niente semplice, bisogna prima ascoltare e poi agire con le nostre conoscenze.
Il tempo è un fattore vitale per qualsiasi web designer freelance, intercettare potenziali perdite di tempo da parte di clienti indecisi o con altri scopi, può essere un’arma da utilizzare per ottimizzare il flusso di lavoro e andare oltre.
Ci sono alcuni campanelli di allarme, che possiamo riconoscere dalle prime email o contatti diretti, con lo scopo di riconoscere ed evitare clienti sbagliati.
Prendete esempio da un colloquio per un potenziale posto di lavoro, una delle regole fondamentali è proprio quella di non ipotizzare o parlare di soldi al primo appuntamento.

Il motivo è semplice, non è possibile discutere di soldi non avendo ancora analizzato bene le operazioni da fare, e in quanto non è una cosa che si decide in 5 minuti.
Quindi se il vostro potenziale Cliente inizia parlando di soldi tipo – “poco budget” – “non vogliamo investire molto” – “investiremo se il progetto va bene” vi consiglio di stare alla larga.
Se il vostro cliente inizia un primo contatto con voi parlando di parentele legate al campo del design, iniziamo a far suonare il campanello d’allarme.

Frasi tipiche come “mio fratello che fa grafica è bravo e mi ha detto che è semplice fare un sito” – oppure – “mio cugino designer non ha tempo ma mi ha detto che è semplice” – questi sono campanelli di allarme che devono iniziare a capire bene chi abbiamo davanti.
Se il cliente ci paragona al fratello grafico, allo zio illustratore, alla madre art director, invitiamolo pure a richiedere a loro la consulenza.
Potrebbe capitare di incontrare una tipologia di clienti, che si individua facilmente dalla smania di onnipotenza.

Se il vostro potenziale cliente vi incalza più volte dicendovi – “lo farei io stesso il sito ma non ho tempo“ – “E’ semplice fare un sito lavoro nel campo da 30 anni, ma in questo momento non ho tempo e ne risorse” – iniziamo a far suonare il nostro allarme interno.
Questa tipologia di clienti tende a minimizzare le operazioni di progettazione e analisi di studio grafico, renendole banali e di conseguenza richiedendo un preventivo inadeguato.
Se il vostro cliente inizia dicendo di non avere in mente le idee, ma vuole un preventivo, stiamogli alla larga.

Va bene avete ragione! Questo forse è troppo drastico, proviamo a sentirlo.
…poi non dite che ve l’avevo detto!
Possiamo provare con una seconda email o meglio ancora telefonicamente a farci spiegare la sua idea.
Il nostro compito sarà quello di aiutarlo nel costruire un pre-brief, ma se le idee non sono chiare a lui, stiamo attenti ad accettare di collaborare per qualcosa che non sappiamo cosa in realtà sia o diventerà.
Se un potenziale cliente vi contatta e vi dice che ha poco tempo per realizzare il progetto stiamo attenti.

Questa tecnica potrebbe essere solo una trappola per avere una parte del lavoro realizzato a metà prezzo e l’altra parte non finita e non pagata causa tempistiche improponibili.
Non siamo superman e non abbiamo super poteri, quindi decidete con cura e calma le tempistiche da poter soddisfare.
Se un nostro potenziale cliente dovesse iniziare a fare promesse come fosse alle primarie, stiamo attenti.

Frasi tipo – “Fammi uno sconto al primo progetto, poi sicuramente collaboreremo per molti anni insieme.” – “Il primo progetto lo facciamo come amici, e gli altri te li pago.”
Ovviamente sempre a seconda della nostra ambizione e talento, cerchiamo di far capire bene che siamo dei professionisti e non degli illusi.
Ma cosa voi che sia, siamo d’accordo, abbiamo le email e abbiamo parlato a telefono va bene?

No. Se il cliente è nuovo ed è il primo progetto che realizziamo con lui, non lasciamo nessun errore burocratico sulla strada.
Un preventivo + contratto firmato da entrambi le parti, può essere utilizzato legalmente per attestare le tempistiche rispettate e le specifiche realizzate.
Se il cliente inizia a invetarsi scuse nel versare il primo acconto, necessario per garantire la prima parte di sviluppo grafico, non iniziamo neanche a lavorare sul progetto.

Questo gli farà capire che tutte le attività inizieranno da preventivo firmato e primo acconto versato.
Per noi è una prima garanzia per capire di avere di fronte un nuovo potenziale cliente valido.
Ovviamente questa decisione deve essere presa con coscenza sulle conseguenza che potrebbero verificarsi, come il mancato pagamento o un saldo nel 2030.
Questo è un argomento caldo, in italia purtroppo sappiamo come funzionano certe cose.

Io vi consiglio di non accettare mai la proposta di un nuovo cliente con pagamento in nero.
La motivazione è semplice, non potremo mai in alcun caso attestare gli accordi presi, in quanto saremo nel torto.
Ricordate che se accettate potreste sempre ricevere un bel pugno inaspettato alla Mike Tyson.
Potrebbe capitare di incontrare proposte abbastanza bizzarre, di potenziali clienti che vogliono preventivi senza dare informazioni concrete.

Se anche alla seconda email, non offrono informazioni, numero di cellulare o account Skype, state attenti potrebbe essere una forma di controllo.
Non meravigliamoci se si tratta di concorrenza sleale per sapere le vostre mosse o listino prezzo.
Vi sono mai capitate tipologie di clienti descritti in questo articolo?
Come vi siete comportati? Quali sono i vostri campanelli d’allarme?
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Stefano
11 maggio 2011
Quando il cliente non ha idea di ciò che ti stà commissionando, quello è il momento giusto per scappare!
Merlinox
11 maggio 2011
Sul primo punto non sono d’accordo. Ritengo necessario avere una minima idea di quello che sia il budget per il cliente. Inutile anche solo perdere una giornata di analisi con lui se dopo ha 300€ che vuole spendere e non di più: inutile.
Sul discorso “parentela” mai verità più saggia è stata detta. Un altro problema che spesso mi è capitato è quando il cliente è dotato di vecchio grafico abituato alla carta, che magari vuole inventarsi lui il layout e inizia con i discorsi relativi al monitor, ai colori in CMYK, ai cm e a realizzazione che chiedono almeno 1GB di CSS.
Poi c’è il cliente che vuole il sito, ma non ne sente la necessità… tremendo!
Io invece ho un progetto da x mila euro, aperto da un anno, con un’azienda che fa da intermediaria col cliente e non se ne viene fuori == zero soldi ancora. Panico!
Numero3
11 maggio 2011
Nella mia breve esperienza, quei pochi clienti che ho trovato, facevano parte di quelli che avevano il cugino o il fratello che facevano il sito in cambio di una pizza.
C’è qualcosa che non va, forse sono io!!!
Silvia
11 maggio 2011
Ottimo articolo Julius, molto interessante, penso che la più diffusa sia quella delle parentele…
ps: la foto di Mike Tyson nel pagare in Nero è fantastica!
antonio ficai
11 maggio 2011
Giuliano è perfetto, non aggiungerei altro, sai perfettamente come la penso e le mie esperienze in merito. Questo articolo è da 10 e lode!
Gargantua
11 maggio 2011
Vogliamo parlare dei clienti che si comprano il template e ti chiedono di inserire i testi a 50€? :|
ma dove vivono?
è come se andassi al bar con il mio bicchiere chiedendo 50 centesimi di aranciata.
Mirko
11 maggio 2011
Gargantua ha scritto:
Questa non l’avevo ancora sentita! Da galera!
Lauryn
11 maggio 2011
tuttiiiiiii li ho incontrati tuttiiiii XD
oggi ho beccato il n.4, che non sa che sito deve fare ma vuole un listino prezzi…anche se mi sa di statistica di mercato da parte di un altro webdesigner (cosa odiosa, cosa costa chiedere sinceramente?)
Giovanni ~ Quacos
11 maggio 2011
Grazie per aver condiviso la tua esperienza, spero che serva a tanti ragazzi per non fare certi sbagli nell’accettare certe tipologie di clienti quando non avevo bisogno. E poi le immagini che hai scelto sono pazzesche!
Propongo un’altra categoria di clienti da evitare, che chiamerei i “Romolo e Remo”: ti vengono a chiedere il lavoro in due (marito e moglie, due fratelli), poi a volte ti chiama uno, a volte l’altro, ogni volta dando direttive diverse da quelle che hai avuto in precedenza, spesso tornando sul punto di partenza e arrivando addirittura a litigare in tua presenza. A questo punto o hai il talento per fare psicoterapia e risolvere la loro competizione, o il progetto si allungherà inesorabilmente.
Concentratore
11 maggio 2011
hai colpito in pieno. Devo dire che messi da parte tutti i clienti in questo modo, ne restano davvero pochi come si deve.
Julius
11 maggio 2011
Romolo e Remo è fantastico!
Daniele
11 maggio 2011
Anche se sono agli inizi devo dire che quei pochi clienti che ho avuto rispecchiano più o meno tutti i 10 punti in classifica….
Forse farà parte della gavetta… ; )
Sul numero 4 aggiungerei che oltre a non avere le idee chiare alcuni clienti mi hanno proprio chiesto di scrivere di pugno mio i contenuti del sito, ad esempio sulla pagina in cui si parla un po dell’azienda…
Non le chiamerei idee poche chiare ma piuttosto vuoto assoluto…. : D
Merlinox
11 maggio 2011
@ Daniele: “vuoto assoluto” == non necessità, o almeno non capirne la necessità. Questo è il male del nostro lavoro!
Patty
11 maggio 2011
Anch’io gli ho incontrati tutti!!!
Quelli che odio di più pero’ sono i N° 3 (onnipontenti) “tanto cosa ci vuole a farlo?” Oppure il classico “ritocchino” a sito terminato: “ho una piccola modifica da fare… una cosa velocissima” (praticamente diventa un restyling al nuovo sito).
Ma vi è mai capitato il cliente 1+4+5 !?
“vorrei un qualcosa (non so bene cosa)… spendere poco tanto è una cosa semplice, è soprattutto in fretta!”
Romolo e Remo è meraviglioso!
Alla fine è vero, il web designer deve essere un po’ psicoterapeuta, un buon diplomatico, con nozioni di giurisprudenza, economia e materie fiscali, fare corsi di yoga (x l’autocontrollo), essere un indovino e… magari riuscire a fare il suo mestiere?
Ciao!
Riccardo Mel
11 maggio 2011
E’ normale che abbia avuto tutti i tipi di clienti presi in esame? xD
In ogni caso penso che i peggiori siano i primi 4 x)
elisa
11 maggio 2011
Sarebbe bello poter dire di no a tutti gli esponenti di queste categorie…. Ma voi lo fate davvero? Riuscite a lavorare solo con clienti ‘normali’, o alla fine, pur di lavorare, ogni tanto accettate anche questi, ben sapendo che vi verrà un fegato grande così? :)
Merlinox
11 maggio 2011
Io tutte le permutazioni. No davvero, ogni possibile combinazione.
Ciro
11 maggio 2011
aaaarggghhh! purtroppo anche io li ho incontrati quasi tutti quelli descritti :(
fortuna che ora riesco a fare una distinzione…sembrerà strano ma resistere e scegliere i clienti di un certo tipo ripaga nel tempo…
1) Si prendono solo lavori di un certo calibro e quindi che partono almeno da una certa cifra in su, così da avere anche più qualità nel lavoro da proporre
2) Si avrà molto più tempo a disposizione da dedicare a progetti paralleli, blog, insegnamento, aggiornamento personale ecc…
3) Tuttavia quando parlano di parenti che gli fanno le cose, è la parte più mortificante per un creativo…
4) Dividere il pagamento in 3 step è secondo me fondamentale
acconto per iniziare, a metà lavoro e alla messa online…
Ciro
11 maggio 2011
…ehm….dimenticavo di complimentarmi con te Julius x la condivisione ovviamente ;)
Federico Pian
11 maggio 2011
Ottimo articolo Giuliano,
comunque la firma del preventivo e un primo acconto sono due armi che abbiamo per capire chi abbiamo di fronte.
Fino a quando non ho l’acconto da parte del cliente non muovo un dito.
Ciro
11 maggio 2011
@ Federico Pian:
concordo pienamente…acconto fondamentale! almeno il 30% per iniziare
se il cliente non vuole versarlo allora diffidate…è un chiaro segnale
Mario
11 maggio 2011
Interessante articolo!
A differenza delle aziende che producono in serie prodotti di comunicazione, noi freelancer o collaboratori abbiamo l’obbligo di far conoscere le differenze tra una consulenza efficace ed un mera produzione.
Non trovo il punto 1 un vero campanello d’allarme, anche io se fossi un imprenditore farei lo stesso, la cosa che più mi spaventa è quando non si parla mai di soldi ma solo di idee e concetti, questo penso sia un campanello d’allarme ancora peggiore.
Tutti offrono una prestazione per avere del denaro, e se non si sa quanto uno e disposto a spendere non si sa quanto si può lavorare su un progetto rispetto ad un’altro.
Sbaglio?
MatteoM
11 maggio 2011
Anche io non sono proprio d’accordo con il punto 1, secondo la mia esperienza i clienti che non ti parlano mai di soldi sono proprio quelli che poi danno problemi con i pagamenti; preferisco quelli che dal primo momento ti dicono subito se hanno un budget massimo da rispettare così nel stipulare il progetto posso tenere in considerazioni alcuni aspetti in relazione al budget.
Ovviamente per quello che arriva a chiedere un sito e ti dice che l’offerta migliore che ha ricevuto finora è 450€ e vuole vedere se tu “puoi fare di meglio”, non faccio nemmeno la fatica di alzarmi per mostrargli dov’è la porta.
Itaco
11 maggio 2011
Ottimo articolo ho incontrato praticamente qualsiasi tipologia di cliente.
Il peggio è quello che considera il web design un stron__ata da pagare con un pizza.
Patrizia D'Arcangelo
11 maggio 2011
Bellissimo articolo, pungente e divertente!
Aggiungo un piccolo consiglio: fate firmare il preventivo al cliente SOLTANTO in vostra presenza. Non accontentatevi di vedere la firma già apposta (il cliente furbo e volpone potrebbe infatti aver fatto sottoscrivere a qualcun altro il preventivo per poi poter dire di non averlo firmato lui!).
gigi
11 maggio 2011
il layout di questo sito mi fa pensare ad acqua e sapone ^^
cinzia
11 maggio 2011
@ Ciro:
4) Dividere il pagamento in 3 step è secondo me fondamentale
acconto per iniziare, a metà lavoro e alla messa online…
concordo il terzo pagamento “lavoro finito”.
non “messa online” una volta sono stata ferma con il pagamento finale 6 mesi circa causa questa dicitura pubblicazione on line sito.
Poichè il cliente non si decideva a pubblicarlo perchè non aveva tempo!!!
;)
Merlinox
11 maggio 2011
@ cinzia: il tempo è una nota dolente. Spesso mi è capitato di prevenire questo male inserendo nel progetto:
- date di consegna a step, es: “HTML +10gg da approvazione grafiche”
- date di conferma, es: “Lo STEP 1 deve essere confermato entro 5gg lavorativi dalla consegna, altrimenti si considera come approvato e si passa allo step successivo”.
kyriake
11 maggio 2011
Ciao a tutti, anche io ne ho incontrati un bel pò di CLIENTI pessimi..:P
Ma ne ho uno che è il top e vorrei un consiglio:
Lavoro iniziato un anno fa. Mi ha dato solo l’acconto e da allora lo rincorro per farmi pagare il resto :S
Gli ho addirittura bloccato delle sezioni sul sito ma nulla…
voi che fareste?
Merlinox
11 maggio 2011
kyriake ha scritto:
potresti essere passibile di denuncia…
Ciro
11 maggio 2011
@ kyriake:
dipende da quanto ti sei fatto dare di acconto il 30% su 1000€
sono 300€ potrebbero bastare se hai fatto poco o niente all’inizio
ora fatti del cliente se ha lasciato stare il progetto….
Jacopo
11 maggio 2011
Si, ci siamo passati tutti, avessi letto questo articolo 10 anni fa mi sarei evitato parecchie fregature. Il fatto è che all’inizio si ha pochissimo lavoro e ci si attacca a tutto pur di fare qualcosa, sicuramente con un acconto del 30% e un contratto firmato si risolve gran parte del problema (sopratutto se il contratto contiene un allegato tecnico dove è descritto per filo e per segno come deve essere fatto il sito).
Voglio dire una cosa però, guardiamo il rovescio della medaglia, se io fossi un cliente che si rivolge ad un giovane promettente che però non ha l’esperienza ne il curriculum per farmi stare tranquillo, questo acconto lo verserei con meno fiducia, voglio dire che prima di pretendere “buoni clienti” bisogna essere “buoni fornitori”.
alessandro
11 maggio 2011
ho appena perso 650€ come un dilettante, vuoi che ti dica gli errori che ho commesso che sono presenti nella tua lista?
+ di uno, aggiungerei non fatevi prendere dalla pietà, il lavoro è lavoro
Antonio Ficai
11 maggio 2011
siamo soli, serve un regolamento etico e professionale come qualsiasi altro autonomo ha nei propri albi professionali. un certificato che ci riconosca e ci tuteli come un dentista, un avvocato o un geometra, che per lo meno ci dia una parvenza di dignità professionale. ma questo è un paese per vecchi, e noi “giochiamo al computer tutto il giorno”…
http://bit.ly/m4Kzsc
Patrizia D'Arcangelo
11 maggio 2011
Antonio, credimi: gli ordini professionali servono solo per imporre regole su regole (a volte anche molto insensate!), non tutelano per nulla gli appartenenti
marko
11 maggio 2011
Ciao Giulius…interesante l’articolo anche se per esperienza ti dico che manca il campanello d’allarme fornamentale che “non si smentisce mai”.
Allarme:
Evita assolutamente il cliente che fa la premessa di avere vari lavori in cantiere e vuole iniziare a collaborare con te cercando una persona in gamba /di fiducia.
:)
marko
11 maggio 2011
Sorry Gilius! è il punto 6!!! Allora è fatta! Ci sono tutte! aahahahah
viviana
11 maggio 2011
I clienti vanno istruiti, va detto loro quel chegli serve, fare quindi il consulente + che webdesigner.
…..devo dire che se questo scenario non piace, porta a una amara conclusione, meglio fare il pizzaiolo aiutante nel weekend!
MrDoppia
11 maggio 2011
La questione budget è delicata…
però se mi arriva un tipo in studio e mi dice “per fare questo ho al max tot euro” lo preferisco piuttosto che smazzarmi a preparare un preventivo contattando eventuali fornitori per poi sentirmi dire che pensava di spendere 10 volte meno…
non sono per nulla d’accordo con il punto 4…
siamo noi a dover dare le idee…. altrimenti cosa siamo? tipografi? (con tutto il rispetto per la categoria) ma se qualcuno si rivolge ad uno studio creativo, vorrà che gli vengano fatte delle proposte creative.
Il cliente spiega le sue necessità, noi troviamo la soluzione…
altrimenti è come un medico che non cura un paziente perchè quest’ultimo non sa dirgli se il mal di gola che ha è dovuto ad un colpo d’aria o ad un virus…
Antonio Ficai
11 maggio 2011
@ Patrizia D’Arcangelo: sì, è vero fino a ieri, se le basi le poniamo noi diretti interessati e non i soliti burocrati di 75 anni potremmo strutturarci “a modo nostro” del resto non siamo quelli web 2.0, quelli delle community? già in questo gruppo di discussione c’è coesione e confronto. la mia paura è che ancora adesso dopo 15 anni di professione sono e siamo soli e tale condizione rimarrà chissà per quanto lasciando il mercato nel caos e non saremo solo noi a rimetterci ma anche i “clienti” che sono e saranno prede di squali autoreferenziati.
Marco Gurnari
11 maggio 2011
Un buonissimo articolo giuliano, se mi posso permettere una piccola critica se così la possiamo definire, è che alcune immagini del tuo post a me risultano sgranate..
maurizio battista
12 maggio 2011
Standing Ovation per Giovanni ~ Quacos! Romolo e Remo è una defizinione geniale! :-D
Mi è capitato un paio di volte, ed era uno spettacolo tragicomico…
MarcoDedo
12 maggio 2011
…questo articolo me lo stampo e lo appendo in ufficio!!
kilckk
13 maggio 2011
Ciro ha scritto:
Concordo in pieno… proprio per questo ho deciso in questi giorni di eliminare gli utenti di questa lista per avere solo clienti buoni, pochi ma buoni e in più seguire qualche progetto personale oppure cercare di avere solo o una maggioranza di clienti che devo seguire e vengo pagato per le consulenze e modifiche.
Grazie a quello che ha scritto julius mi sento ancora più convinto di quello che voglio fare… io sarà stato sfortunato ma li ho beccati tutti, il cliente del punto 6 più spesso che mi capita è quello che si vuole far fare un sito da 2.000 in su a 100€/200€ max con la promessa che mi porterà altri clienti.
Proprio in questo periodo sono bloccato con un cliente da 4 mesi per un lavoro da 800€ e non si vede una fine. Sono clienti che fanno solo perdere tempo e tolgono energia e tempo per progetti più seri, senza contare che fanno cattiva pubblicità perchè danno la colpa all’azienda se ci è voluto tanto tempo.
“A volte bisogna rischiare un’incertezza per avere una certezza” … speriamo che mi vada bene. :)
emanuela MTA
14 maggio 2011
Antonio Ficai ha scritto:
CONCORDO PIENAMENTE!
Cascata in pieno anch’io ai punti: 3), 5) 6) e 7)!!!
Piuttosto di lavorare così, meglio non lavorare affatto!
Complimenti per l’articolo e buona fortuna a tutti!
Giovanni ~ Quacos
16 maggio 2011
Mi è venuto in mente un altro indizio: quando il cliente si lamenta dei rapporti che ha avuto con altri professionisti. Lo potremo chiamare “lo zitellone”: non ti chiedi perché tutti lo lasciano, pensi di essere migliore degli altri, ti ritrovi a doverlo sganciare pure tu.
Artem
17 maggio 2011
Avete dimenticato i Pietosi (preti e compagnia bella)
Vorremmo un sito… sulla nostra opera…
il nostro fondatore e quello che…
Foto? Non puo farle lei?
Vorremmo un video informativo tipo quel sito… é per un opera buona…
Così tanto? è per un opera buona!…
Luca Marino
18 maggio 2011
Tutto verissimo!!! Io che ho iniziato a fare web design in un piccolo paesino della Sicilia circa 12 anni fa, sono abituato a simili cose e anche se ero consapevole di andare incontro a pesanti cantonate, dovevo accollarmi il rischio.
Una volta, anche con preventivo e contratto firmato, quando chiamai il cliente per avere le ultime 300 0 400 euro (ora non ricordo bene) che rimanevano per saldare il lavoro, come risposta mi disse “chiama un avvocato perchè io i soldi nn te li do!!!”
Andy
19 maggio 2011
Se è mai capitato? diciamo che sono stati piu’ i disonesti che quelli puliti…. non ho ancora incontrato una persona che non abbia avuto smanie di saggezza, gente che pensa che veramente siamo dei robot… e questo è della tipologia POCO BUDGET, gli ho fatto un sito vetrina per la durata di 2 settimane, e tra il 2010 e il 2011 non ho ancora ricevuto il saldo….che tra parentesi ha detto che vuole pagarmi (e non mi pagherà mai) 150 euro per il mantenimento e tutto il resto…. ormai non ci spero piu’. I parenti e quelli in nero?… praticamente si…poi non rimangono molti clienti seri….
Nicola
19 maggio 2011
Ho letto ed apprezzato molto l’articolo il giorno stesso della pubblicazione. Mi è appena tornato in mente dopo la riunione di poco fa: incontro con il cliente (in tutto 4 persone) dove abbiamo discusso le ultime modifiche all’ecommerce che ci hanno richiesto. Al solito, per risparmiare, il cliente ha deciso di non lasciare a noi la produzione del materiale grafico poiché in contatto con un grafico di fiducia al quale è stata fatta oggi una richiesta per telefono; questo il cappello introduttivo: “Sì, ciao sono XXX, siamo in stretto contatto con un’azienda che andrà online con un nuovo progetto, SIAMO AMICI!” – Amici? Ma se ci diamo sempre del lei. Mah!
Inoltre, leggendo il commento del cliente “Romolo e Remo” mi è tornata in mente l’agghiacciante esperienza di un progetto web con 3 (leggasi TRE) fratelli: chiaramente dicevano cose diverse quando si presentavano singolarmente o nelle diverse combinazioni in coppia. Allucinante!
Giacomo Bartoli
19 maggio 2011
Ottimo articolo..pensate che io ho due lavori cominciati circa 6 mesi fa, entrambi i clienti mi hanno versato l’acconto, uno addirittura il 50%. Volete sapere come è finita? o meglio, volete sapere come stanno ora le cose? Beh, nessuno di loro mi ha fornito testi e immagini per il loro sito – come da accordo – nonostante i miei avvisi. Quindi due lavori a metà che non sò se finirò mai. Ora ho smesso di perdere tempo e soldi in chiamate e aspetto che siano loro a farsi sentire.
Andy
19 maggio 2011
Ottima mossa Giacomo…è la stessa cosa che ho fatto io per quelli che mi vogliono dare 150 euro il mantenimento e le modifiche varie di un anno….. certo…e poi?… già che gliel’ho praticamente regalato, adesso è da OTTOBRE che il capo dell’azienda ha cambiato le credenziali d’accesso al dominio, e io non posso caricare il sito. Perfortuna non appare il mio nome nella home page…sarebbe una pessima pubblicità per me… comunque no comment!….
Simmessa
6 giugno 2011
Bellissimo articolo!
S.
Julius
6 giugno 2011
Simmessa ha scritto:
Grazie!
Michael
6 giugno 2011
Articolo molto interessante! Io aggiungerei il cliente del “campione gratuito”! Prima cercano di farsi fare un lavoro gratis per “valutare” le tue capacità e poi spariscono!! Naturalmente avere un portfolio di lavori in questo caso è importante.
Lorenzo
13 luglio 2011
Giacomo Bartoli ha scritto:
Andy
13 luglio 2011
Siamo messi uguali…
Dopo quasi due anni, mi hanno ritelefonato loro (Vanno avanti così da gennaio 2010), dicendomi che le password del dominio non le trovano più e che lo devono cambiare. Peccato che hanno stampato i biglietti da visita con quell’indirizzo web e le bruchoure! Sono degli incapaci! Un lavoro da 4000 euro regalato a 400 per di più non finito…..Solo perchè sono stati i primi…con gli altri patti chiari amicizia lunga!
Qual è il budget?…..Quanto volete spendere? Posso fare questo….non che decidono loro e poi danno 2 lire….
Patrizio
16 luglio 2011
Complimenti, l’articolo mi è utile e mi ha ispirato una personale interpretazione, che ho scritto sul blog della mia agenzia web.
I 10 punti in questione descrivono situazioni con connotati psicologici di relazione tra le persone, molto delineati.
Una certa attenzione a questi dettagli, a informazioni che passano tra le righe, possono aiutare a distinguere ancora meglio quale può essere un buon cliente per un progetto web, magari un pò scettico, e quale un autentico perditempo del quale fare serenamente a meno.
dario
4 agosto 2011
ottimo articolo (come daltronde molti dei tuoi articoli)purtroppo e la realtá,qui dove sto io(Vienna) si trova di tutto,di clienti strani se ne trovano quanti vuoi,complice anche forse la multi etnia qui presente,ognuno la pensa a modo suo.
Celso Velarde
26 agosto 2011
Ciao Julius, scusa il mio italiano ma non lo parlo fin da piccolo, io sono peruviano. Un chiaro segno di alarma per me e quando tu fai la prima riunione con una persona e dopo, nella seconda riunione o cosi, cominciano a apparire piu persone e tutti possono opinare e non c’é una chiara testa del projetto. Dopo parlando col tuo contatto lei ti dice che “meglio parli con …” o peggio “a me mi piace ma a xxx no”.
Sebastian Scaramuzza
28 novembre 2011
Questo articolo l’ho sentito in “live” al seminario di Sabato. :-)
Ottimi consigli Julius!
Andy
28 novembre 2011
Cavolo mi sarebbe proprio piaciuto esserci….ma non potevo …uff
Sebastian Scaramuzza
28 novembre 2011
@ Andy:
Al prossimo allora! :-D
web designer freelance
13 febbraio 2012
SANTE PAROLE!
Julius, ma è possibile postare un preventivo e sopratutto un “contratto” tipo?
GRACIAS
sermemole
27 marzo 2012
aggiungerei anche quelli che utilizzano linguaggio troppo “SKILLATO” tipo “ah vorrei preventivo per un sito dinamico con form registrazione utente e tecniche avanzate di SERP x un’azienda di TRASLOCHI” >___< ma chi cacchio è che fa traslochi e si intende di ste robe??? infatti, io babbaluba, non ho ricevuto ancora risposta al preventivo…
Lino
10 aprile 2012
beh, nel 2012 ci sono ancora quei clienti “creativi” che chiedono di aggiungere sfondi impossibili, animazioni proto-flash, o musiche midi, perché “altrimenti il sito è troppo vuoto”; questa tipologia è altamente demotivante, a prescindere dal prezzo che pagheranno per il sito
Kayra
11 aprile 2012
io sono poco del campo, nel senso che l’azienda per cui lavoro, intuendo le mie capacità “tecniche” mi ha messo a gestire, e in quest’ultimo periodo a rinnovare, i siti internet ad essa collegati.
solitamente ecco cosa accade.
arrivano i 2 capi e dicono “va sistemato il sito…è un pò vecchiotto…fatti venire qualche idea…”
ed io parto e butto giù qualche bozza…a quel punto arriva uno dei due e mi dice “ho visto questo sito…per il nostro vorrei una cosa del genere”
ed io “ma veramente io stavo facendo questo…”
e lui ribatte “ma per te non è più facile prendere questo, modificare sfondo e contenuti lasciando però lo stesso stile di base?”
ehm, no…non è proprio così…prima di tutto perchè io ho un mio metodo e lavorare su siti già fatti mi risulta molto macchinoso…e poi vuoi mettere un pò di orgoglio?!
così si litiga per qualche giorno, a volte settimane nelle quali io cerco di creare qualcosa di simile a quello visto sull’altro sito, ma totalmente personale e lui insiste…e tutto questo mentre svolgo anche altre mansioni all’interno dell’ufficio!!!
quando finalmente mi “smolla” un pò, mi isolo e completo il mio lavoro che, stranamente, poi piace a tutti…
è davvero una vitaccia perchè non puoi decidere di non fare il lavoro e basta, devi combattere, ma soprattutto presentare la tua idea facendogli credere che siano stati loro gli artefici di tutto!
…non mi invidio per niente!!!
Fabio
1 maggio 2012
Di recente mi è malauguratamente capitato di iniziare una collaborazione con un losco figuro che rientra in 2, se non 3 puti di questo articolo. Indeciso su come avrebbe voluto il lavoro ha ben pensato di valutarlo passo passo stravolgendolo 3-4 volte nel giro di una settimana. E soprattutto non era in grado di ascoltare i miei consigli in ambito di accessibilità. La cosa stava assumendo dei tratti surreali quando iniziò a volere bottoni effetto 3D animati quando eravamo partiti che si doveva adottare lo stile minimal.
Per finire ho rotto la collaborazione e gli ho consigliato di comprarsi un template online dato che pretendeva da me un lavoro personalizzato a un prezzo ridicolo con la scusa della collaborazione duratura.
In conclusione meglio avere sangue freddo e chiudere subito che sprecare tempo prezioso.
Luca Borsetto
3 maggio 2012
Ottimo Julius, mi apparivano davanti uno dopo l’altro mentre leggevo le caratteristiche ;-)